Dispersi e disperati. Con battelli rotti in mezzo al mare. Con la fame nel cuore. Con troppe religioni da vendere. Con pochi occhi per guardare. Cervelli ridotti per pensare. L'uomo è un animale basso, fatto di cacca e sangue con una goccia di Chanel n.5.

Saturday, November 26, 2005

Guardo davanti a me (e vedo il bazar)

Guardo davanti a me e vedo:
1- un piraha imbalsamato
2- un riccio di mare imbalsamato
3- un bongo pakistano
4- due gnomi del Trentino
5- due macchinine Porche in modellino Burago
6- una rana di legno
7- due elefanti e una tartaruga di legno
8- una targa della california -3ETA001-
9- una bottiglia Absolut Vodka con del fissaggio dentro
10- uno strano oggetto turco per fumare
11- due faccie di uomo e donna indiane
12- due statuette di adamo ed eva nudi
13- un teschio di marmo
14- una cartolina del Grand Canyon

Friday, November 25, 2005

Sapendo che (non sapendo cosa)

Superman sfrecciava nel cielo non spendendo un euro,
Batman parlava di ragni e pipistrelli con Robin,
Robin si provava il nuovo perizoma,
Hulk era nel centro commerciale a comprare camice nuove per nuovi scatti d'ira,
Spiderman cuciva la tela nel salotto di mamma con occhiali da vista,
Flash provava la tutta nuova ma faceva attrito con il brutto tempo,
Wonder Woman la sera sotto al lampione aspettava il cliente da salvare,
Io ho sempre letto i fumetti al contrario sapendo che e non sapendo cosa.

Tuesday, November 22, 2005

Bevendo un thé nel deserto (con limone)

Cammino camminando un questo deserto africano. Cammelli e sabbia. Dune sempre uguali che cambiano ad ogni sguardo. Cammino cammino con la fatica che mi suda addosso, cammino con lo spirito di un gabbiano morto. Svelti aerei mi passano sopra la testa come un ronzare di zanzara. Ho il giornale di oggi sotto al braccio e attraverso il più grande deserto. Che caldo, che caldo. Non si vede nessuno. Non c'è neppure il tipo col turbante. Mi appoggio sulla polvere che brucia e mi faccio un thé caldo. Con limone. Grazie.

Wednesday, November 16, 2005

Una qualunque sera (di un qualunque giorno)

Stavo poltrendo alla tv con un gatto tra i piedi e un ragno sulla testa. Avevo mangiato della pasta al pesto e un bicchiere di coca-cola. La tv mi assopiva e mi elettrizzava: "Un nuovo reality. Finalmente!". Ogni tanto mi grattavo le palle e assaporavo del parmigiano reggiano. Poi un rutto su per la gola, poi un'altro, poi la voglia di lavarmi i denti ma la pigrizia ha vinto anche questa volta la lotteria. Pubblicità. Sento le zanzare che muoiono monotone nel barattolo di maionese lasciato aperto sul tavolo di cucina. Dovrei pulire i vetri e il pavimento. Dovrei annuire più spesso al semaforo. Dovrei vomitare più spesso pensando a quello che di solito non penso.

Saturday, November 12, 2005

Un minuto diverso (i vivi sono erba di campo / fieno per il fuoco)

Mi ricordo quando ad una angolo di una strada guardavo una vecchietta attraversare un incrocio molto trafficato. Due automobili la evitarono per un soffio ma la terza macchina non riuscì a frenare e schiacciò la vecchia. La gente si catapultò sul luogo di morte urbana. Il conducende dell'auto incriminata si mise a sedere sul bordo del marciapiede con il capo chinato. La morta era ricoperta di sangue con le gambe spezzate. Un signore sulla cinquantina chiamò l'ambulanza. Un giornalista di cronaca nera riportava la notizia su un blocco economico. Io mi bevevo un succo al pomodoro. Mentre tutte le persone che avevano visto l'accaduto... eccitate e (tristi?)... avevano spezzato felicemente la loro monotonia. I morti oggi potevano credersi vivi.